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In tempo di pandemia, si moltiplicano studi e ricerche scientifiche per combattere il Covid-19. Molte di queste, ancora ampiamente sottovalutate, riguardano l’uso della vitamina D che fornirebbe più di un prezioso aiuto contro la malattia riducendo la mortalità e limitando gli effetti potenzialmente letali del virus.

L’Accademia di Medicina di Torino ha istituito un gruppo di lavoro coordinato dal Prof. Giancarlo Isaia, Specialista in Endocrinologia, Medicina Interna e Medicina Nucleare del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino e da Antonio D’Avolio, Professore di Farmacologia all’Università di Torino che hanno elaborato un documento, inviato alle autorità sanitarie nazionali e regionali, che riporta le “più recenti e convincenti evidenze scientifiche sugli effetti positivi della vitamina D, sia nella prevenzione che nelle complicanze del coronavirus”. Il documento ha già ricevuto le firme di 65 medici di ogni parte d’Italia.

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Integratore e nutraceutico: questi due termini vengono, spesso ed impropriamente, usati indistintamente come ad indicare uno stesso prodotto.

Per integratore si intende un prodotto in grado di integrare la dieta alimentare perché carente di qualche elemento e che costituisce una fonte particolarmente concentrata di tali sostanze nutritive.

 

La definizione di nutraceutico

Il termine “nutraceutico”, coniato da Stephen De Felice nel 1989, è un neologismo sincratico di “nutrizione” e “farmaceutica”, riferito genericamente ad alimenti o parti di alimenti in grado di offrire benefici alla salute, per prevenzione e anche per il trattamento di malattie.

Come spesso accade, in mancanza di un ben definito ambito normativo, il termine “nutraceutico” ha assunto una valenza ancora più ampia, venendo usato spesso anche come sinonimo di “cibo funzionale” o “cibo progettato” (“functional food” e “designed food“). In realtà questi ultimi due termini andrebbero più correttamente riservati ad alimenti, simili nell’aspetto ad alimenti tradizionali, nei quali è stata addizionata una sostanza o più sostanze in grado di conferirgli particolari caratteristiche o benefici in termini di salute.

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Omega-3 DHA: cos’è?

DHA (acido docosaesaenoico), acido grasso polinsaturo a lunga catena della serie Omega-3, è una molecola fondamentale, componente dei fosfolipidi di vari organi, tra cui cuore, cervello e retina. I fosfolipidi (molecole composte da acidi grassi con struttura chimica diversa) sono i costituenti di base della membrana cellulare, rivestimento di vitale importanza per tutte le cellule dell’organismo.

Ogni organo, quindi ogni tessuto, ha la propria membrana che contiene una composizione di acidi grassi, uguali come tipologia ma diversi per quantità, creando una vera e propria carta di identità, che ne permette il riconoscimento ma soprattutto l’adeguata funzionalità di quell’organo.

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Il mondo dell’integrazione

La definizione di integratore di per sé è correlata alla sua azione di “rimettere a posto i livelli” di un determinato elemento.

Il dato di fatto intorno a noi è che siamo quotidianamente bombardati da innumerevoli slogan di prodotti per migliorare o ritrovare uno stato di benessere ideale. Si parla di “integratore” nel senso più ampio del termine, ovvero riferito ad una vasta gamma di prodotti, dai più comuni integratori di “magnesio e potassio” a quelli con azione mirata, ad esempio per la perdita di peso.

Il “bombardamento” è anche responsabile di un’ottima riuscita commerciale del settore. Si stima che dal 2018 al 2019, all’interno dei punti vendita (farmacia, parafarmacia, GDO), si sia registrato un aumento globale superiore al 4% nella vendita d’integratori, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un valore complessivo sopra i 3,2 miliardi di euro.

Prima di acquistare ed assumere un integratore dobbiamo quindi sapere…

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In questi primi venti anni del 21esimo secolo i grassi hanno finalmente preso una rivincita su tutte le altre molecole che formano il nostro organismo e la dieta, perché se ne è riconosciuta la loro indispensabilità per la salute. Non possiamo fare a meno dei grassi e questa cultura va diffusa il più possibile per evitare errori importanti che quindi possono provocare danni, anche seri. (C. Ferreri. Dalla Parte dei
grassi, Mind Edizioni, 2019).

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Stanchezza, apatia, difficoltà di concentrazione, irritabilità e debolezza muscolare potrebbero essere sintomi di carenza di Vitamina E. Uno dei compiti principali della Vitamina E è di proteggere il nostro organismo rafforzando le difese immunitarie!
La Vitamina E difende i tessuti dai radicali liberi, è utile per contrastare affezioni della pelle come acne ed eczema, inoltre aiuta nelle complicazioni legate al diabete ed è un’ottima alleata contro la sindrome premestruale.